lunedì 23 gennaio 2012

- 3 mesi!!


Mi rendo conto che sto iniziando a pensare al parto. Fino a poco tempo fa, alle panzone che dicevano di non voler sentire parlare di parti rispondevo: "Sì, ma, il parto è quello che è, lo sappiamo tutti... Cosa cambia sentirne parlare?". Ecco, oggi mi sono resa conto che quelle stesse panzone avranno interiormente commentato con un bel "'sti ca...?!". 

Proprio oggi stavo leggendo su un libro un capitolo sul parto suddiviso in parte teorica e parte pratica, ossia: prima sono descritti sia ciò che sono il parto naturale e il taglio cesareo sulla carta e poi viene raccontata l'esperienza di una donna che dà alla luce un figlio dopo una gravidanza sudatissima, in tutti i sensi. Ebbene, la lettura mi ha resa nervosa. Ero in metropolitana con quel libro tra le mani dilaniata dal dilemma "Voglio disperatamente sapere ogni cosa, ma allo stesso tempo preferirei non sapere niente". Oh porca paletta. Improvvisamente scopro che per me il parto non è più quel momento catartico in cui finalmente stringerò tra le braccia il mio bambino, non importa quanto si possa soffrire, ma essenzialmente una cruda procedura medica. Leggere parole quali "lacerazione", "catetere", "ricucitura di 7 strati tra cui pelle e muscoli dopo un taglio cesareo, mentre nel frattempo non è detto che tu sappia dove è stato portato il tuo bambino" non mi ha trovata carica e preparata come mi sentivo fino a poco tempo fa sull'argomento. Addirittura, il corpo della mamma durante il parto produce altissimi livelli di endorfine (sempre loro, eh??!) per aiutarla a dimenticare presto i dolori che si vivono dando alla luce una creatura perché voglia poi ripetere l'esperienza: se la natura deve fregare noi donne così, allora vuol dire che si passano veramente dei guai tra travaglio e fase espulsiva. 

D'altra parte, domani sono 27 settimane e ormai c'è davvero più poco tempo per stare a pettinare le bambole. Anzi, da domani, 24 gennaio, mancheranno esattamente 3 mesi alla data presunta del parto.

Mi sembra che sia passata appena qualche settimana dal pomeriggio di agosto in cui il test di gravidanza è risultato positivissimo. E invece oggi mi sono ritrovata a percorrere con passo pesante come quello di un bisonte e piedi a papera la strada verso un negozio di abbigliamento premaman alla ricerca di nuovi vestiti adatti a contenere questo nuovo corpo. Quando, provando dei reggiseni, mi sono accorta che l'unico che riempivo comodamente era una quinta misura, mi sono dovuta sedere sullo sgabello che per mia fortuna era già dentro al camerino, in preda ad un misto di eccitazione e incredulità... Ma quasi di panico. Neanche una pornostar. La realtà è che la mia pancia è enorme, quindi le dimensioni del mio seno sono comunque insignificanti, anche se ci vuole un reggiseno taglia quinta per contenerlo. Se non fosse stato per le voragini che trovavo scavate sulla pelle la sera al momento di togliere il mio solito reggiseno non mi sarei neanche accorta del livello di lievitazione del mio seno. 

Per rendere il giro di shopping meno traumatico, ho deciso di provare qualcosa di diverso, per esempio dei pantaloni. Sono 7 mesi ormai che indosso solo vestiti più o meno ampi e arrivata a questo punto non ne posso più, né della scarsa varietà, né di dover lottare tutte le mattine con i miei polpacci per chiudere gli stivali, né dei collant che si arrotolano sotto alla pancia con effetto laccio emostatico (e antiestetico maniglione che si intravede chiaramente sotto al vestito). Guardo le ragazze con i jeans e mi sembrano delle aliene. Così oggi ho provato dei pantaloni premaman: sembravo un tacchino ripieno. La commessa era dispiaciuta quando, uscita dal camerino, ho annunciato che non avrei comprato niente di ciò che mi aveva proposto. Ho protestato facendo presente che è assurdo che i pantaloni premaman siano quasi tutti di tessuto stretch: in gravidanza la ritenzione idrica diventa la più fedele delle compagne, i rotolini si sprecano nei punti più disparati e ancora devo evidenziare il tutto mettendomi dei pantaloni aderenti??? Nossignore, non se ne parla. 

Ho avuto più fortuna in un altro negozio, dove sono riuscita a trovare dei jeans (dei jeans!!!) che sono un pochino lunghi, ma almeno somigliano vagamente a ciò che ero abituata ad usare quotidianamente fino a qualche mese fa. Fantastico, c'erano anche delle canottiere e delle camicie premaman. Non vedo l'ora di uscire domattina sfoggiando jeans, canottiera con camicia a quadrettoni e All Star, tanto per esagerare con lo stile scazzato. Poco importa se siamo a gennaio e fa freddo: io ho sempre caldo.

Quel che più conta, comunque, è la visita dal ginecologo di oggi pomeriggio. In attesa con me, c'era una mammina alla 12a settimana che era lì per la translucenza nucale. Avevo rimuginato tantissimo sull'opportunità di sottopormi a quell'esame, in alternativa a un esame invasivo, nelle prime settimane di gravidanza e, una volta deciso che sarebbe stata quella la prima tappa, ho aspettato l'appuntamento dell'ecografia con una trepidazione alle stelle. Ora mi sembrano passati secoli da quel giorno e vicina a quella mammina mi sono sentita una veterana della gravidanza. A volte ho l'impressione di essere incinta da sempre.

Comunque, il bimbo sta benone, durante l'eco succhiava il liquido amniotico e muoveva le braccia come un robotino impazzito. Al momento della fotografia del viso in 3d, lui si è prontamente coperto con le mani, come è ovvio, ma l'immagine è comunque molto bella. 

La pressione è a posto, la placenta è a posto, è tutto a posto... A parte il mio peso. Quindi dovrò presto sottopormi a un test di tolleranza al carico di glucosio per cui dovrò trascorrere una mattina in ospedale ingurgitando un disgustoso beverone zuccherino, a digiuno per di più. Alcune dicono che l'esame non è così terribile, mentre altre riferiscono di aver addirittura rimesso durante la simpatica bevuta e di aver quindi ripetuto la tortura dopo una settimana. 

In ogni caso, c'è tempo, basta che provveda entro la prossima ecografia che sarà alla 32a settimana, quando si valuterà la crescita del mio nanetto. Persino il ginecologo mi è sembrato più simpatico delle altre volte. Prima di ogni visita, ho sempre un po' di paura, ma alla fine questo bambino è ogni volta più forte di ogni mia tensione. 

Sono sempre più convinta che quello che mi insegnerà, e mi sta già insegnando, questo piccino sarà sempre più di ciò che gli potrò insegnare io.


domenica 22 gennaio 2012

E allora ditelo...

Qualche notte fa, mi sono svegliata in uno stato d'animo che definirei di beatitudine. Mi sono voltata verso la mia dolce metà e vederlo dormire placidamente accanto a me mi ha suscitato un amore e una serenità tanto profondi quanto improvvisi. 

Il giorno dopo, mi sono ritrovata davanti alla stessa dolce metà della notte precedente a reclamare, tra le lacrime, partecipazione alla preparazione dell'arrivo del piccino, perché, stando alle mie parole, niente, e soprattutto nessuno, è ancora pronto per il cataclisma che si abbatterà sulle nostre vite da aprile in avanti, per sempre (non è naturalmente dello stesso avviso il mio ultimo estratto conto).

Tra le mie compagne di pancia, si raccontano episodi analoghi. 

Un giorno, alle 8 di mattina, reduci da una nottata resa insonne dall'acidità di stomaco ai massimi storici registrati e dal traffico mattutino per raggiungere l'ufficio dove la giornata si preannuncia infernale, ci si saluta con toni felici, quasi ebeti. Il giorno dopo, si minaccia di mangiare la testa alla collega che non ha imparato a calcolare il 20% di un certo importo con la calcolatrice, o di far sparire in malo modo dalla faccia della terra quella tizia maledetta che ha commentato alla vista del pancione con un "beata te!".

Fortunatamente, tutti i libri che ho letto sulla gravidanza mi hanno dato una spiegazione a tutto ciò. Non siamo pazze, non siamo da rinchiudere in uno zoo: siamo incinte. Per questo, siamo sotto l'effetto costante di stupefacenti naturali il cui effetto è ben spiegato dal testo che segue, tratto dal sito www.gravidanza.net (sarà illegale trascrivere sfacciatamente e spudoratamente intere pagine di siti web? Boh, vabbè, almeno per il momento, francamente me ne infischio).


L'influenza degli ormoni



Qualunque donna sperimenta o ha sperimentato nella sua vita quello strano stato di malinconico malessere che viene chiamato sindrome premestruale. Si sa che gli ormoni, più abbondanti in tale fase del ciclo, spesso influenzano l’umore e causano affaticamento, dolori muscolari, cefalea, disturbi dell’appetito e tutta un’altra serie di sintomi che a volte possono diventare invalidanti. 

In gravidanza accade qualcosa di molto simile: progesterone, estrogeni ed endorfine vengono prodotti in grande quantità, specialmente in due fasi della gravidanza, ovvero il primo e il terzo trimestre. Nel primo il corpo si predispone alla nuova condizione, mentre nell’ultimo procede verso il parto ed è in questi periodi che, di solito, si concentrano gli sbalzi d’umore. 

Gli ormoni hanno diverse e fondamentali funzioni. Il progesterone inibisce la contrattilità uterina, rallenta i movimenti intestinali così da assorbire meglio le sostanze nutritive, aumenta la capacità di assorbire ossigeno, favorisce lo sviluppo della ghiandola mammaria. Gli estrogeni aumentano i liquidi nei tessuti, promuovono l’immagazzinamento di maggiori riserve di proteine e zuccheri, ammorbidiscono le cartilagini e le articolazioni. Le endorfine innalzano la soglia del dolore, proteggendo la madre e il bambino dal trauma del parto. 

Tuttavia questi ormoni hanno anche un’altra funzione: aumentano l’emotività, facendo sì che la madre “percepisca” il proprio figlio e si prepari ad accudirlo. Molte donne sperimentano una fase di regressione all’infanzia, che ha la funzione di metterle in sintonia col bambino che di lì a breve nascerà: da questo deriverebbero il bisogno di essere coccolate e le famose voglie. 

Questo cocktail di ormoni però, proprio per la sua potenza, può avere – e spesso ha – notevoli effetti collaterali, alcuni dei quali si ripercuotono sulla sfera psicologica ed emotiva. Così la maggiore sensibilità diventa malinconia, nervosismo, predisposizione al pianto. 

Sperimentare sbalzi d’umore durante la gravidanza è perfettamente normale, così come lo è, ad esempio, nei giorni che precedono il ciclo mestruale. Solo che la gravidanza è qualcosa che sconvolge la quotidianità, che crea grandi aspettative e fa gravare molte attenzioni e molte responsabilità sulla donna, tanto che simili episodi possono aumentare le preoccupazioni e lo stress. Niente di più ingiustificato. 

Una falsa credenza sopravvive tutt’oggi: quella che una donna incinta debba certamente essere felice, poiché una vita si sta formando dentro di lei. Oggi sappiamo che non è così e gli studi sul funzionamento e le conseguenze degli ormoni lo dimostrano, ma molte percepiscono ancora su di sé il peso di questo assunto infondato, giungendo talvolta a sentirsi inadeguate e prive di una “natura materna”.

Che dire...? Grazie... Agli ormoni quando mi fanno sentire come se mi fossi fatta una canna e a chi ha scritto queste parole alle quali ripensare al prossimo momento di ordinaria follia.

Sapevatelo, su Rieducational Channel!

giovedì 19 gennaio 2012

Qualcosa è cambiato?

Elenco dei fenomeni paranormali verificatisi nella giornata odierna.

  1. Oggi ho pranzato al ristorante e tra la lasagna e il piatto di carne ho scelto il piatto di carne.
  2. Dopo pranzo, non ho preso subito la metro per arrivare a casa con il minimo sforzo, ma sono tornata a piedi. Camminando, mi è venuta una gran voglia di fragole. Non di pizza... Di fragole.
  3. Nel tragitto, sono entrata nel negozio della Chicco, ma solo perché sapevo che lì c'è una toilette e in quel momento di un pip stop avevo un gran bisogno. Espletate le mie esigenze fisiologiche, ho un po' curiosato nel negozio, ma sono uscita senza aver concluso nessun acquisto. Neanche un ciuccio, né un tubicino per togliere il muco dalle narici: nada.
  4. Ho fatto un breve giro nel negozio di Petit Bateau con l'idea di cercare qualche vestito premaman in saldo al 50%: ho trovato una gonna che mi piaceva a un buon prezzo, ma alla fine non l'ho comprata. Non mi sono neanche avvicinata agli scaffali con i vestiti per bebè a prezzi scontatissimi.
  5. Al supermercato, ho fatto solo provviste di cose sane: ho preso spinaci, finocchi e formaggi light e le Fonzies a cui per abitudine ho lanciato un'occhiata mi hanno nauseata al solo pensiero di metterle nel carrello. Purtroppo, non ho trovato le fragole, che già pregustavo al naturale, senza neanche considerare l'idea di accompagnarle con una pallina di gelato alla vaniglia. Ho ben presto sostituito la voglia di fragole con quella di un passato di verdure per cena.
  6. Peso attuale: + 245,000001 kg. Ovviamente è partito il film: "Oh nooooo! Il bambino non sta più crescendoooooo", ma poi ho fatto 2+2 e ho realizzato che la ragione più plausibile del mio modestissimo aumento di peso nelle ultime due settimane consiste in questo cambio tanto radicale quanto spontaneo delle abitudini.
Se entro stasera dovessi anche andare di corpo, penserei di contattare il Cicap. 

Sono imbottita di vitamine e di ferro che neanche una calamita. Mi sento fisicamente in gran forma e dormo benissimo.

Devo essere impazzita. Non mi riconosco più. Ma cosa mi succede???

martedì 17 gennaio 2012

26+0 = Delirio da sconvolgimento imminente

Ieri sono nati una bimba e un bimbo. E questo solo nel giro delle mie conoscenze, quanti nuovi arrivi ci saranno ogni giorno nel mondo?

Tra le mie compagne di pancia ormai si parla già di preparazione della valigia e di strategie per non dimenticare nulla prima della corsa per l'ospedale. Questo pensiero può portare al delirio. Si scrivono e si leggono dubbi del genere:

"Consiglio spassionato: secondo voi anche se partorirò un maschietto va bene indossare per la degenza in ospedale un pigiama i cui pantaloni sono rosa? ... Scusate la stupidità della domanda, me ne rendo conto io stessa!"

"Vado con la domanda stupida... In sala parto si possono mettere i calzini?"

"Ma per chi è cieca come me... Partorite con gli occhiali?"

A ognuna di queste donne, voglio un gran bene.

Quel che è certo, è che al ritorno dal giro in ospedale, nulla sarà più come prima. Tutto ciò a volte suona spaventoso, ma soprattutto eccitante. Mi sento già forte come una leonessa (devo essere incosciente). Se da una parte vorrei vedere e conoscere il mio bambino oggi stesso, dall'altra penso che mi piacerebbe vivere con questa pancia per sempre. Alla fine mi sono affezionata anche a tutti gli inconvenienti della mia situazione, perché sono quelli della gravidanza, dell'attesa del mio piccolo ometto. Sì, lo penso anche quando di notte mi sveglio con la sensazione che la vescica stia per esplodere e che l'aria mi stia spappolando gli organi interni, mentre nella mia pancia si sta giocando la finale dei mondiali di calcio. Per qualche ragione, tutto questo mi fa sentire... Leggera (pur con quei 245 kg in più di libidine e bontà).

domenica 15 gennaio 2012

15/1 = (25+4) = -100!!!!!

Peso attuale: ancora +245 kg (da una settimana... Magia?)
Movimenti fetali: tellurici.

Nebbia. Umidità: 100 %. Temperatura esterna: -3°.

E la caldaia è ancora rotta. Dopo tribolazioni iniziate circa 20 giorni or sono, finalmente domani avremo una caldaia nuova. (Ri)Scoprirò l'acqua calda, letteralmente.

Pertanto la domenica mattina è iniziata così:


Una vera doccia fredda. L'effetto energizzante è stato potenziato da bagnoschiuma e olio idratante-tonificante alle erbe che mi hanno garantito un fantastico trip sotto al piumone dove mi sono rifugiata una volta asciutta.

Infine, il risultato straordinerio del Grifone nell'odierno turno di campionato. 

YES, WEEKEND!




venerdì 13 gennaio 2012

L'insostenibile leggerezza dell'essere incinte

Peso attuale: +245 kg 

A seguire, una sintetica ma accurata selezione delle massime altrui sull'aumento di peso che mi sono state propinate in questi mesi di gravidanza.

"Nel primo trimestre di gravidanza si dimagrisce a causa delle nausee!" 
Anche io ho avuto le nausee, ma non ho perso un grammo perché per combatterle mi nutrivo solo di cibi secchi quali Tuc e Fonzies.

"Per tutta la durata della gravidanza, ho avuto voglia di asparagi e della fettina di carne ai ferri!" 
Io per ora ho solo una gran voglia di patatine, se possibile fritte e immerse nella maionese.

"Non mangi la verdura cruda a causa del rischio toxoplasmosi? E dove prendi le vitamine? Ma allora non puoi bere neanche l'acqua del rubinetto?"
"(Cosa c'entra l'acqua del rubinetto?)"
"Ma chi te lo ha detto? Il tuo ginecologo genovese? Il mio di Milano non mi ha mai detto una cosa del genere!"
"(Sì, me lo ha detto il mio ginecologo di Genova perché là le scoperte in campo scientifico non sono ancora arrivate, i medici sono rimasti all'età della pietra, sai com'è...)"
"Queste sono restrizioni assurde, io non ho sofferto così tanto in gravidanza!"
"Che dirti...? Ma eri immune o no alla toxoplasmosi? Si vede facilmente con le analisi del sangue..." 
"Non lo so, ma cos'è la toxoplasmosi?" 
(Domande che mi sono state realmente rivolte in stretta sequenza da una mamma di due figli adolescenti che si presume abbia vissuto le sue gravidanze quando la medicina aveva già acquisito il concetto di toxoplasmosi. Se preciso che la mamma in questione è un medico, basta per rendere l'idea dei brividi da cui il mio corpo è stato pervaso durante questa conversazione surreale?).

Infine, la prima classificata per il premio "Odi et amo"...

"Adesso sali sulla bilancia e mi fai vedere quanto pesi, sei ingrassata molto nell'ultimo mese, Piccina. Dovresti prendere un chilo al mese, ma sono certo che ne hai già presi molti di più."
"Tesoro, no, dai, prometto che mi peso, ma tu per favore non guardare!"
"No, io guardo, è assurdo che ci sia questo segreto tra di noi, basta adesso. Se hai preso molto peso, io ti aiuto a controllarlo fino alla fine della gravidanza".
(La poverina, ossia la sottoscritta, sale sulla bilancia nella sua nudità in un tranquillo sabato mattina, che si sperava fosse il preludio di una giornata a due serena e piena di amore)
"Infatti, come immaginavo! Pesi come me!"
"..."
"Pinca Pallina in tutta la sua gravidanza aveva preso 10 chili... E avrebbe dovuto prenderne 9!"

... e la seconda classificata allo stesso premio:

"Vorresti ordinare un altro panino? Ma no, dai, Bud (Spencer, il mio nuovo soprannome, fortunatamente ben presto caduto in disuso, ndr), abbiamo già mangiato abbastanza!"
"Eddai, su!"
"No, basta così. Aspetta, vado a ordinarmi una fetta di cheesecake!"
"@#§!!!!!"

Di certo, una stretta di mano va a colui che ha scritto un articolo su un noto quotidiano online da cui traggo il meglio del meglio:
"Mangiare pesce in gravidanza è importante, aiuta lo sviluppo del sistema nervoso del feto, ma mangiarne troppo fa male. Donne gravide che mangiavano quasi sempre pesce e soprattutto pesce spada e tonno passavano al feto un sacco di mercurio. I bambini nati da quelle mamme a scuola avevano difficoltà a esprimersi e persino ritardo mentale (l’hanno visto in Danimarca con uno studio del 1997)."
Ecchecca... Ma il meglio viene adesso:
"Tanti omosessuali hanno un fratello più grande: perché? Secondo Freud l’oggetto dell’odio di un tempo di chi era geloso del fratello più grande, diventa nell’adolescenza ragione di amore: evidenze scientifiche? Nessuna. Ma la scienza una spiegazione ce l’ha. In gravidanza la mamma fabbrica anticorpi contro certe proteine del feto, alla seconda gravidanza di un altro maschio questi anticorpi potrebbero interferire con le proteine che controllano lo sviluppo di certe parti del cervello che predispongono all’omosessualità."
...


giovedì 12 gennaio 2012

2 months later... 25+2!

Ho latitato a lungo, prima dubbiosa sull'utilità di tenere un blog di cui non avevo fatto menzione con nessuno e, infine, totalmente certa dell'inutilità di disperdere per la rete parti della mia gravidanza che forse avrei fatto meglio a mettere nero su bianco su un diario. Fino a qualche anno fa amavo scrivere a mano sui miei diari, producendo, con gli anni, uno zibaldone di pensieri che neanche il Leopardi. Ho provato anche a tenere un quaderno, accuratamente scelto tra i mille di una cartoleria ben fornita del centro di Milano, rigorosamente di colore azzurro, su cui raccontare l'attesa da regalare un giorno al mio piccino, quando sarà grande, perché sapesse qualcosa di più sulla sua mamma prima che diventasse effettivamente tale. Anche il papà ha scritto qualche pagina, piuttosto toccante, aggiungerei. Ma alla fine... Che dire? Sono una mammina moderna: compro la culla online, frequento i gruppi di pancione su Facebook... E tengo un blog.

Gli aggiornamenti sugli ultimi due mesi sono tanti e pochi, dipende da ciò che interessa. Quello che più conta è che l'incertezza sul sesso del nascituro è stata totalmente dissipata nelle ultime ecografie: è un maschietto, con tutti i suoi accessori in dotazione bene in vista. Chissà perché non ne ero certa dopo la prima ecografia rivelatrice, fatto sta che lui si è ben presto ripresentato al mondo senza lasciare spazio a colpi di scena. Quel che conta ancora di più è che il responso della morfologica è stato il meglio che potessi aspettarmi: il bimbo sta molto bene ed è perfetto, nuota, salta, scopre lentamente le sue forme in continua evoluzione con le manine, punta i piedi come se fosse sui blocchi di partenza per i cento metri e scalcia come un rigorista in allenamento. In realtà, l'ecografia si è divisa in due round perché al primo il timidone se ne stava rannicchiato con le mani sul viso e non voleva saperne di lasciarsi studiare il cuore e il viso stesso, costringendoci a tornare dal ginecologo la domenica mattina durante un suo turno di guardia in ospedale, per mostrarsi finalmente in ogni suo angolo. Corpo calloso, cavo del setto pellucido, arco aortico e flusso sanguigno del cuore esaminato con color doppler, inserzione del cordone ombelicale con i suoi tre vasi... Parlo a caso o forse ho assistito a una lezione di anatomia da manuale che mi ha coinvolto talmente tanto da lasciarmi reminiscenze di termini che fino ad allora non mi erano per niente familiari? Ma nella pancia c'è davvero una persona con tutta questa attrezzatura? Voglio dire, è così piccolo ed è già così pieno di cosine? Uh caspita... Un profondo orgoglio di mamma mi pervade all'idea che lì dentro il mio piccolino si dia tanto da fare senza che io sappia molto di ciò che gli serve perché sia forte e sano, come di fatto sembra essere.

Oltre a ciò sono sopravvissuta al Natale e alle feste, non tanto alla prova della bilancia di cui non comunico l'esito appellandomi alla normativa sulla privacy. Sono andata in montagna, ho fatto passeggiate sulla neve e ho addirittura provveduto ad un disboscamento a mezzo ceretta in una spa scoperta al momento giusto. Sono stata infine colpita in pieno dalla sindrome del nido, in virtù della quale da pigrona cronica mi sono trasformata in una casalinga in carriera che pulisce il piatto della doccia in gonna e stivali e provvede al riempimento del frigo e del ripostiglio con rigore scientifico: in sintesi, mi sono mammizzata, come dice la mia dolce metà. 

Soprattutto, sono diventata una compratrice online degna di un campionato mondiale di shopping addicted (prima o poi bisognava comprare tutto il necessario per prepararsi all'arrivo del nano, no?). Per questo devo infinitamente ringraziare le mie compagne di panza, online a loro volta, per avermi aperto il mondo degli outlet virtuali. Ho provveduto all'acquisto di biancheria e altre diavolerie per il piccino belle belle belle a prezzi irripetibili e, appena il sito che ho puntato riprende a funzionare, non mi farò sfuggire la cesta dei miei sogni che sembra fatta apposta per stare in quello spazio minuscolo tra il lettone e il muro della stanza che nei primi mesi dopo la nascita papino ed io condivideremo con il nano. Non ho potuto lasciare lì anche un vestito premaman che finora è il mio migliore amico durante questa attesa, d'altra parte era in saldo, ma veramente in saldo, un affarone, non comprarlo sarebbe stato un sacrilegio, un qualsiasi esperto del risparmio mi farebbe i complimenti ;)

Secondo iGoogle mancano 103 giorni... E questa volta mi farò trovare pronta, a tutto!