mercoledì 4 aprile 2012

In amore e in guerra, ma anche in gravidanza...

... tutto è lecito. E normale. 

I tuoi piedi si gonfiano come due salsicce? E' normale!
Hai caldo, ma fuori nevica? E' normale!
Esamini carta igienica e slip con la stessa perizia di un microbiologo di X-Files ad ogni puntata ai servizi? E' normale!
Ti massaggi il perineo e ti ungi la pancia ogni giorno come una cotoletta alla milanese? E' normale!
Minacci la tua pancia con gli occhi sbarrati e il filo di bava che cala dai lati della bocca esclamando "Esci da questo corpooooo" (mentre da un orifizio espelli tutte le feci trattenute in anni di stitichezza e dall'altro un bambino)? E' normale!

Vai a visitare le sale tortu... Ehm, parto alla fine di un incontro del corso pre parto e ti viene una nausea tale da temere di rimettere sullo sgabello svedese nel caso dovessi mancare la vasca per il parto in acqua? SI', E' NORMALE anche questo. E ciò non significa che non sei pronta per diventare madre, o che sei pazza e che in terza giornata non verrai dimessa per tornare a casa, ma per farti internare in isolamento nel reparto psichiatria corsia "madri degeneri". Anche un'altra ragazza del mio gruppo si è sentita mancare l'aria. Un'altra ancora poi è fuggita urlando fortissimo e agitando convulsamente le braccia... No, questo non è vero.

L'ostetrica ha detto che possiamo portare con noi bevande e cibi energetici in sala parto. Andrà bene anche una damigiana di vodka?


martedì 3 aprile 2012

(Ain't got no) I got life

Avevo detto che sarei andata a vedere The Help al cinema ieri? Beh, sono andata al cinema, ma ho visto un film diverso... E subito dopo ne ho visto un altro ancora! Uscire da una sala dopo aver visto un film, bere una spremuta d'arancia in un bar con i tavolini all'aperto e poi entrare in un'altra sala per un altro film. Ma quanto è bello il cinema di pomeriggio? Poca coda alla biglietteria, prezzi ridotti, la luce sulla strada del ritorno verso casa e la godereccissima sensazione di non avere un c@.. da fare.

Comunque, volevo vedere The Help, ma, ormai con il biglietto in mano, ho scoperto che il film era sì in lingua originale, ragione per cui mi interessava proprio quella proiezione, ma anche privo di sottotitoli e mi sono ben presto dissuasa. Così sono andata a vedere il film che sarebbe iniziato da lì a pochi minuti, ossia 17 ragazze. Un segno? 

Il film, ambientato in una cittadina francese, ma ispirato a un fatto realmente accaduto alcuni anni fa negli Stati Uniti, racconta le vicende di 17 adolescenti che rimangono incinte contemporaneamente, per scelta. La loro decisione è fondata sulla convinzione che la maternità le avrebbe emancipate dalla famiglia di origine e portate a una vita nuova, migliore e libera. 

Il mare immenso della Bretagna, le All Star colorate e le magliette a righe, le feste di sera sulla spiaggia e la vodka bevuta direttamente dalla bottiglia, le corse sui marciapiedi in fuga dalla casa dei genitori con i capelli al vento. Il tutto con il pancione... Bello! Bella la spensieratezza, l'età in cui l'eccitazione e il pericolo sono il tuo mestiere. In cui tutto è possibile, anche una maternità improvvisata. Bella l'ignoranza. 

Ma tutto ciò mi convince? Mi costa dire che la risposta è no, perché finisco con il sentirmi una di quelle vecchie bacchettone contro cui quelle ragazze avrebbero fatto le proprie scelte. Arrivata al nono mese di gravidanza, avrei voluto chiedere alle protagoniste all'inizio del film "Come vi immaginate che siano la gravidanza e la maternità?" e avrei ascoltato le loro risposte con tenerezza. Avrei annuito sorridendo con lo stesso velo negli occhi conciliante di chi sa che l'interlocutore sta peccando di ingenuità e non avrei provato a riportarle con le loro All Star per terra. Perché è solo quando si vive un'esperienza travolgente nel bene e nel male come la gravidanza che la si può capire, ma non far capire se non hai capito già

Nove mesi fa, avrei simpatizzato con quelle giovani sprovvedute e avrei dato loro fiducia. Oggi, simpatizzo comunque come si simpatizza sempre con l'adolescenza, ma con riserva. Le aspetterei al varco, carrozzina alla mano, per accompagnarle e spiegar loro tutto quello che non credevano di dover sapere. 

Lo stesso farei con la me stessa di nove mesi fa. Le direi che è tutto romantico e iper reale, poetico e animale, bellissimo e difficilissimo. Lei coglierebbe solo "romantico", "poetico" e "bellissimo" e si butterebbe lo stesso in questa avventura con tutte le scarpe. Anzi, con tutte le All Star. Le stesse che adesso non riesco più ad allacciare...


lunedì 2 aprile 2012

Sono solo le 11 di mattina...

... e ho già raccolto le seguenti perle di saggezza.

Il portinaio:

"La pancia è ancora alta, ci vorrà ancora un po'..."
"Guardi, in realtà è già scesa parecchio..."
"No no, all'improvviso la vedrà crollare. Si fidi di me!"

La dottoressa del laboratorio di analisi:

"Che cosa? Lo chiama Alessandro? Ha ancora tempo per ripensarci!"
"Perché? A me sembra un bel nome"
"Gli Alessandro da bambini sono tremendi, dei piccoli terroristi... Mio figlio si chiama così!"

La barista mentre mi prepara il cappuccino:

"Manca poco, eh?!"
"Già, in teoria una ventina di giorni"
"Allora potrebbe nascere ariete? Oh no, gli arieti sono delle teste di c... Non dirmi che è maschio"
"Sì, è maschio"
"Oh no... I maschi dell'ariete sono aggressivi, pure un po' violenti! Vuoi il cacao sul cappuccino?"
"(Sì, grazie, a pioggia)"

E, infine, la dolce metà, da giorni:

"La notte tra lunedì e martedì succederà qualcosa e martedì nascerà"
"Perché ne sei così sicuro?"
"Perché ho fatto io questo bambino, pensi che non sappia quando nascerà?"

Ahah! Tra l'altro tempo fa, non mi ricordo chi, mi ha detto che i nati di martedì intorno a mezzogiorno hanno particolari capacità di predire il futuro, così chissà che domani a quest'ora non mi ritrovi tra le braccia un piccolo oracolo. Comunque ho controllato: la dolce metà non è nata di martedì e quindi non è detto che abbia ragione. Lo scopriremo presto.

Io intanto mi sento benone in questi giorni. Forse sabato sera però ho iniziato a perdere il famoso tappo mucoso. Credevo che mi sarei emozionata, invece la mia reazione è stata di paura. Non so cosa mi sia preso. Non ero a casa, ma avevo comunque con me la borsa con il necessario per il parto. Mi sono ritrovata a guardarla con terrore, come se non fosse possibile doverla usare davvero per lo scopo per cui l'ho preparata. Sono andata a letto che altro che notte prima degli esami. Insomma, poi non è successo niente. Adesso però sono preparata ad attacchi di panico in piena regola nel caso in cui dovessi sentire contrazioni o rompere il sacco. Tutto normale per una che entro un mese diventa mamma, no?!

In barba a tutto e tutti, oggi me ne vado al cinema. Di pomeriggio. Da sola.

"Brava! Così si fa, fino all'ultimo" (la zia)

"Vai al cinema da sola? Proprio adesso? Ma ti fanno entrare? Tu comunque sei fuori come un terrazzo" (l'uccellaccio del malaugurio)

Mi immagino il nanetto che ascolta questi discorsi nella panza e si fa grasse risate. E' lì che nuota e pensa "Ahah! Ma questi sono tutti fulminati! Io invece vi faccio uno scherzo e me ne sto qui fino a maggio! E quando esco faccio un bel gesto dell'ombrello a tutti, tiè tiè". Beh, almeno non sarebbe un ariete, ma un toro. Qualcosa contro i tori? Sotto a chi tocca!

martedì 27 marzo 2012

Scialuppe a mare!

...dove il mare è quello delle acque che si stanno rompendo in questo periodo tra le mie compagne di pancia. Perché molti tra bimbe e bimbi che avrebbero dovuto fare capolino nel mondo in aprile sono arrivati nelle ultime settimane. E noi che li aspettavamo come sorprese delle uova di Pasqua, ossia i nostri pancioni.

In generale, il livello di delirio tra chi resta uovo di Pasqua ambulante è alle stelle ormai. Perdite di liquido fantasmi, contrazioni preparatorie che si protraggono per tempi biblici, borse per l'ospedale pronte da mesi e ancora intonse. E c'è chi ha una gran fretta di partorire e non avverte nessun sintomo, come c'è chi non ne ha alcuna e vive con l'ansia che ogni più piccola variazione sia segnale di uno spanzamento a tradimento. 

Certo che è difficile starci dietro, in questo sprint finale. Nel giro di pochi giorni, almeno per quanto riguarda me, si sono verificati i seguenti fenomeni paranormali:
- le mie caviglie sono sparite, ossia sono un tutt'uno con il mio polpaccio che a sua volta si è gonfiato come un canotto; a ciò consegue un dolore alle gambe che neanche avessi corso la maratona
- la mia pancia è scesa tantissimo e ora finalmente quando parlo non ansimo più come una telefonista dell'144
- la parte bassa della mia schiena è letteralmente a pezzi e "non riuscire a deambulare bene non è bello", come mi ha detto ieri un fenomeno di estetista con il tono di chi sta snocciolando un'impagabile perla di saggezza.

Insomma... Sos! Scialuppe a mare! Aiutateci!

Ma il fenomeno più paranormale di tutti è che mi è passata l'ansia di sfornare il piccino. Insomma, finché ero ancora nel periodo "a rischio", sarei stata disposta a tutto pur di poter premere il tasto fast forward sul film della mia gravidanza. Adesso, invece, sono arrivata a 36+0 e mi rendo conto che il tempo è volato e mi rassicura realizzare che mancano ancora 4 settimane al termine naturale della mia vita versione panzuta. Sarà stato merito di qualche frase piazzata tra tante, ma al posto giusto, che mi ha improvvisamente portata su un ordine di idee diverso. Sarà stato anche il pensiero che queste potrebbero essere le ultime notti in cui non mi ritroverò a barcollare per il corridoio di casa con la palpebra calante, le tette sgocciolanti e i timpani forati dal pianto disperato di un piccolo grande nano. 

E' come la fine di un viaggio che si è rivelato più intenso del previsto, come la fase in cui si nota di più quello scorcio così bello a cui fino a poco prima si era data poca importanza, in cui si fanno i bagagli e ci si prepara biglietto di ritorno in tasca e si scorrono sulla macchina fotografica le foto dei giorni precedenti, con la sensazione di non essere già più lì. Come quando alla fine dell'estate si guardano gli ombrelloni chiusi sulle spiagge e ci si stringe nel golfino di cotone di cui ci si era quasi dimenticati e si pensa "...è stato bello".

Così realizzo ora che questi mesi sono sembrati lunghissimi e che ora si rivelano per quello che sono stati: un segmento di tempo nella retta della mia vita che un giorno mi sembreranno lontanissimi, sommersi da polvere, ricordi confusi, forse un po' di nostalgia per il mistero che portavano con sé e di consapevolezze raccolte solo con l'inevitabile senno di poi. 

E' un cliché, ma voglio che questa fine sia per me un nuovo inizio, di un periodo sereno, senza le paure degli ultimi mesi. Un risveglio. Adesso le contrazioni ben vengano, se è così che la natura vuole.

Mi dico che un giorno guarderò il mio nano (anzi, ora riesco a dirlo... mio figlio) e ricorderò tutto questo, come se avessi guadato un fiume di cui non pensavo avrei mai conosciuto l'altra sponda. Invece so che quando arriverà quel momento tutto questo sarà piccolissimo nei miei pensieri, perché allora ci sarà un nuovo grande pensiero nella mia mente e perché poi così tante cose si dimenticano, anche se non si vorrebbe, anche se è un peccato. 

Quindi adesso mi sforzo di riportarmi al punto in cui sono. Mi metterò i miei jeans da panzona cercando di non innervosirmi e di non pensare "non vedo l'ora di poter indossare di nuovo vestiti normali...", perché la mia pancia è qui, adesso.

A tutto il resto, come disse qualcuno, penserò domani.

giovedì 22 marzo 2012

Zac!

Ero riuscita a salvare i capelli dallo tsunami gravidico... Ed ecco qui che da oggi pomeriggio anche loro vengono travolti dalla catastrofe grazie a un parrucchiere che alla mia richiesta "Tagli solo le punte rovinate!" ha risposto tagliandomi circa 10 centimetri di capelli. Grazie amico, eh?! 


Ma perché? PERCHE'??


Ecco il perché:


E domani visita con l'anestesista e a seguire un'abnorme quantità di analisi del sangue che neanche fossi un astronauta in partenza per una missione lunare.

EPPAZIENZA!

- 33... - 33... -33... -33...

mercoledì 21 marzo 2012

La marcia dei pinguini

Non ho scritto molto in questi ultimi giorni. Anzi, non ho scritto affatto. Sono stata troppo impegnata a ricercare e a credere di riconoscere fantasintomi da spanzamento imminente

Ringrazio per il contributo all'illusione il seguente testo di medicina ayurvedica nel passaggio che provvedo certosinamente a riportare con tanto di commenti:

"Prima del parto vero e proprio, appariranno i seguenti sintomi:


1) Pallore del viso della donna incinta (Ce l'ho!)
2) Stanchezza del corpo (Ce l'ho anche questo!)
3) Una sensazione come se gli occhi si allentassero (Cosa significa? Beh, se sono stanca vuol dire che ho sonno e che sento la palpebra crollare... Vale?)
4) Una sensazione di sollievo nella tensione del torace (Ce l'ho di brutto! Incredibilmente... Respiro! Non ho più l'affanno quando parlo al telefono! Nanetto, grazie per aver premuto il tasto piano terra del tuo ascensore)
5) Una sensazione come se l'utero stesse cadendo (Uhm, no... Mi manca)
6) Pesantezza nella regione bassa dell'addome (Sì! Sì! Ma, un momento... Non è un'infezione delle vie urinarie?)
7) Dolore all'inguine, ai lombi, nella zona di reni, fianchi e schiena (Allora, da qualche giorno sento solo dolore all'inguine, ma quello alla schiena perdura da mesi e mesi... Mah, qui direi 50 e 50) 
8) Perdita dell'appetito (No, questo proprio n.p.)
9) Salivazione eccessiva (Eh, ora che ci penso, forse sì... Ma solo perché ci sto facendo caso)
10) Frequenza nella defecazione e minzione a volte involontariamente (Sì! Accolgo con somma gioia la frequenza nella defecazione, ma quella nella minzione è davvero molesta, soprattutto quando sono al supermercato e starnutendo a causa dell'aria condizionata sento perdite sinistre nelle parti basse, in seguito alle quali mi sposto imbarazzata verso il corridoio dei pannoloni Linidor)
11) Eliminazione di muco dalla vulva (Oh yes!)

Si dice che tutti questi sintomi appaiano quando il cordone ombelicale del feto insieme alla placenta cominciano a separarsi dalle pareti uterine della donna incinta. Il dolore vero del travaglio inizia subito dopo (Seeee, certo, come no...)".

Nonostante l'ottimo punteggio ottenuto con il test di cui sopra, inutile dire che sono ancora qui con il mio pancione e quindi delle due l'una: o le gravide indiane sono diverse da me o questo bambino mi sta prendendo in giro. 

Comunque è ancora presto per sfrattare il piccoletto. Oggi sono a 35+1, primo giorno del nono mese. iGoogle dice che mancano ancora 34 giorni, ma se questo è l'ultimo mese, come è possibile che un mese abbia 34 giorni? Ma allora i mesi non sono 9, ma 9 e un po'! E se poi si considerano i dieci giorni di ritardo concessi oltre la scadenza, i mesi diventano quasi 10! Anche qui, presento odore di presa per i fondelli. 

Oh porca d'una paletta. Ormai cammino lentamente, dondolandomi da destra a mancina con andatura incerta. Sembro un pinguino. Mi stanco al minimo sforzo e mugugno tutto il giorno. Più che un pinguino, forse sembro una vecchia barbogia pure un po' ubriaca.

Avrei iniziato anche il corso pre parto, ma tra meno di un'ora c'è una lezione che ho intenzione di perdermi, consapevolmente. Sono troppo stanca. Non posso pensare di raggiungere il bagno per fare pipì per la duecentesima volta, figurati trascinarmi fino all'ospedale prendendo due autobus. Che poi al corso si fanno lezioni pratiche e lezioni teoriche. Quelle teoriche sono molto interessanti (anche se qualcuno mi deve spiegare il senso della lezione "Sessualità in gravidanza" tenuta al nono mese), mentre quelle "pratiche"... Beh, il training autogeno mi fa un baffo. Io mi innervosisco e il nano anche. Lo so perché appena l'insegnante dice "Rilassatevi" lui attacca con scariche di calci su tutta la pancia. Il meglio del nostro meglio è arrivato con l'invito "Visualizzate il bambino nel vostro utero", mentre io vengo malmenata dall'interno. D'istinto, mi immaginerei un polpo pieno di tentacoli, considerato che ogni punto del mio utero vale come bersaglio. Se poi è vera la diceria per cui l'acidità di stomaco è indice di una chioma fluente del nascituro, allora io dovrei essere in attesa della reincarnazione di Bob Marley. 


Un polpo rasta che mi prende a calci la pancia. Belle immagini.



venerdì 9 marzo 2012

Segnali di cedimento psicofisico

Giunta, arrancando, all'ottavo mese di gravidanza inoltrato, scopro che faccio casino con il conto delle settimane di gestazione da 33 settimane... O 34? Insomma, io continuo a basarmi su quel che dice Santo iGoogle, e invece, se avessi fatto affidamento sulle mie doti intellettive, mi sarei aperta a piacevoli scoperte prima di essere arrivata a questo punto. 

Ricapitolando: iGoogle stamattina annuncia: "oggi sei a 33+3, ancora 46 giorni". Quindi, secondo il mio calcolo, sbagliato, dovevo essere a 33 settimane. Stamattina apro la pagina facebook del gruppo delle mamme di aprile dove un'amica, che ha il D-day pochi giorno dopo rispetto a me, si felicita per il raggiungimento delle sue 34 settimane (e poi chiede consigli su come contrastare la pubalgia). Io non voglio smontare il suo entusiasmo, ma le scrivo comunque che in realtà lei è a 33 settimane, perché so che io sono a 33 settimane pur essendo qualche giorno avanti rispetto a lei. E poi lo dice iGoogle. E INVECE NO! "Se sei a 33+3, significa che hai finito la 33a settimana e che sei nella 34esima, che si concluderà a 33+6". "Per farmi capire, all'inizio mi hanno detto che è come quando compi gli anni... Compi un anno quando il primo anno è scaduto...". O porcaccia, è vero, è ovvio! Ma perché sono così tonta?? 

Wow, ho vinto una settimana! Questo mi riempie di una gioia incontenibile. Una settimana in più o in meno che differenza fa su un arco di 9 mesi, qualcuno si chiederà. Beh, parecchia, soprattutto quando si arriva a fare sogni come il seguente.

Sono vicinissima al termine della gravidanza e sto viaggiando in treno, quando ad un certo punto svengo. Subito dopo, mi trovo in ospedale, dove un medico mi racconta quel che mi è successo e mi spiega che dovrò essere ricoverata perché il bambino è sul punto di nascere. Evvai, sììììììììì! Un'infermiera mi accompagna verso una grande camerata dove ci sono circa 20 letti a castello. Io scelgo il mio e mi parcheggio lì, fiduciosa che da un momento all'altro avrei ricevuto qualche segnale di cedimento da parte del nano. E invece non succede una beata fava. Arriva così il mio ginecologo che mi dice che non devo stare a letto, che posso alzarmi e andare in giardino. Io gli riferisco quanto mi era stato detto, ossia che avrei partorito nel giro di poco, ma lui, con tono anche un po' sarcastico: "ma dai, sei solo svenuta, qui ne hai per un altro paio di settimane e tra poco ti dimettiamo perché non serve che tu stia qui". "Noooooooooooooo", esclamo io, "tiratemi fuori questo nano, non si può proprio fare niente???". Così il ginecologo mi fissa con sguardo torvo di rimprovero, come se fossi la più degenere delle madri. Io rifaccio la mia valigia e me ne torno a casa con la coda tra la gambe, nonché il nano nel pancione.

Stanotte poi c'era anche la luna piena, o la luna nuova, non so. Mi sono ridotta a credere a queste leggende (però qualche ostetrica dice che in prossimità dei giorni di luna piena o nuova che sia il numero dei parti aumenta davvero). Ma io so che per me è presto. Cioè, non per me, per me è già fin troppo tardi, ma per il nano, dico. Lui ha ancora bisogno di qualche settimana al calduccio. Mi sento una cacca, ma io vorrei che uscisse il più presto possibile. Nano, ti concedo ancora un paio di settimane, toh, tre, ma poi hai da uscì, eh?!

E fu così, dopo mesi di riposo forzato a causa delle contrazioni, con il lettino e tutto il necessario per il piccino pronti già dal settimo mese, che la sventurata si ritrovò imbottita di sostanze allucinogene per l'induzione del parto a 41+3... No. NO.

Ieri poi era la festa della donna. A volte mi sembra che solo io tenga a questa festa. Per tutto il giorno alla tv si è parlato di violenza sulle donne, di discriminazione. Di sera, per il ciclo W le donne, c'era Nikita su qualche canale satellitare (e l'ho pure visto). Sono rimasta perplessa. Le donne non vanno festeggiate per ricordare che sono particolarmente esposte a certe sfighe, ma perché sono forti, nella sfiga e oltre la sfiga. "Le donne sono più forti e i maschi si fanno meno problemi", ho detto qualche giorno fa a una bambina di 10 anni che ha prontamente ribattuto "è vero, mi hanno detto che già nella pancia della mamma le femmine sono più forti dei maschi". Tzè, queste giovani d'oggi, quante ne sanno! Però ha ragione, pare proprio che sia così. E allora festeggiamoci per questo, perché siamo forti. E cerchiamo di insegnare ai nostri figli maschi ad amare le donne (anche se dovessero mai essere omosessuali), a rispettare e celebrare le diversità, traendone ricchezza. 

Proprio ieri mi è stato segnalato un articolo che mi ha fatto venire i brividi, quindi riporto il link (http://invisibili.corriere.it/2012/03/08/grazie-amiche-donne-invisibili/), passo e chiudo.